In una mossa storica che evidenzia la crescente attrattività del Kazakistan come potenza emergente nelle energie rinnovabili, il colosso energetico francese TotalEnergies ha preso la decisione finale di investimento (FID) su un progetto eolico con sistema di accumulo da 1,2 miliardi di dollari, uno dei più grandi nella storia del Paese.
Il progetto Mirny, situato nella ventosa regione di Zhambyl, combinerà 1 GW di capacità eolica onshore (circa 150 turbine) con un sistema di accumulo a batterie da 600 MWh fornito da Saft, controllata di TotalEnergie. L’entrata in funzione commerciale completa è prevista per il 2029. Una volta completato, produrrà abbastanza elettricità pulita da rifornire circa un milione di persone e generare circa 4 TWh all’anno, evitando ogni anno milioni di tonnellate di emissioni di CO₂.
L’elettricità prodotta sarà venduta al governo kazako tramite un accordo di acquisto di energia della durata di 25 anni firmato nel 2023. TotalEnergies deterrà il 60% del progetto, mentre le società statali Samruk Energy e KazMunayGas possiederanno ciascuna il 20%.
Il potenziale ancora inespresso del Kazakistan
Non si tratta di un semplice parco eolico. Il Kazakistan possiede uno dei più straordinari potenziali di energia rinnovabile al mondo, in particolare nel settore eolico. Gli esperti stimano che il potenziale tecnicamente sfruttabile del vento possa raggiungere i 760 GW, oltre dieci volte l’attuale domanda elettrica del Paese. Le vaste steppe, i venti costanti – soprattutto in aree come Zhambyl, le Porte della Dzungaria e la costa del Caspio – e l’enorme disponibilità di terreno creano condizioni quasi ideali per progetti su larga scala.
Fino a poco tempo fa, tuttavia, le rinnovabili rappresentavano solo una piccola quota del mix energetico, con il carbone ancora dominante (circa il 70-75%). La situazione sta però cambiando rapidamente. Il Kazakistan ha fissato obiettivi ambiziosi: 15% di rinnovabili entro il 2030 e 50% entro il 2050. Il progetto Mirny rappresenta un passo significativo verso questi traguardi e dimostra la crescente fiducia internazionale nella transizione energetica del Paese.
Un forte sostegno internazionale
Il finanziamento riflette un ampio supporto globale. Circa il 75% del progetto è sostenuto da finanziamenti esterni attraverso un consorzio che include la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD), con fino a 548 milioni di dollari, insieme a Proparco, la Banca di sviluppo del Kazakistan, DEG, Société Générale, QNB Group, China Construction Bank e Standard Chartered.
Questo livello di partecipazione multilaterale e commerciale rappresenta un forte segnale di fiducia sia nella sostenibilità del progetto sia nel clima degli investimenti del Kazakistan.
Un modello per il futuro?
Il progetto Mirny si distingue per il suo approccio integrato, che combina produzione eolica su larga scala con sistemi di accumulo energetico. Questa combinazione affronta una delle principali sfide delle rinnovabili: l’intermittenza e la stabilità della rete. In un Paese ancora fortemente dipendente dal carbone, progetti ibridi di questo tipo potrebbero diventare un modello per gli sviluppi futuri.
L’iniziativa si inserisce inoltre nella strategia più ampia di TotalEnergies in Asia, che include una partnership significativa con Masdar per sviluppare 9 GW di capacità rinnovabile nella regione.
Per il Kazakistan, successi come Mirny potrebbero innescare un circolo virtuoso: attrarre nuovi investimenti esteri, creare occupazione nella costruzione e nella gestione degli impianti, sviluppare competenze locali e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili mantenendo al contempo la sicurezza energetica.
Le sfide restano
Naturalmente, non mancano le difficoltà. La modernizzazione della rete elettrica, l’affinamento del quadro normativo e la gestione della transizione economica e sociale nelle regioni dipendenti dal carbone richiederanno sforzi costanti. Anche la prevedibilità legale e contrattuale sarà cruciale per mantenere l’interesse degli investitori internazionali.
Tuttavia, progetti di questa portata e ambizione suggeriscono che il Kazakistan – a lungo noto per le sue risorse di petrolio e gas – stia seriamente puntando a diversificare verso un futuro più verde. Se Mirny verrà completato nei tempi e nei costi previsti, potrebbe rappresentare un modello per il futuro, posizionando il Paese come leader dell’Asia centrale nella transizione energetica globale.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

